sabato 28 luglio 2012

Milano non era il posto dove volevo andare. Io volevo andare a Roma. L'ho sempre detto. Perché è la città eterna. Perché è la città che ha tutto. Perché è Roma.
Il fatto è che Roma sarebbe andata benissimo a 19 anni. O a 23. M anche a 26, quando ci ho pensato per l'ultima volta.
Avevo, devo dire, delle ottime obiezioni per non andare, obiezioni che non mi va di scrivere su un blog.  Le ho ascoltate. Forse ho sbagliato. Forse no. In ogni caso va bene così. Perché poi, quando ho deciso di andare, alla veneranda età di 33 anni, via dal paese, ho scelto Milano. E se lì per lì ho pensato che fosse in parte per opportunità, in parte per amicizia, dopo cinque mesi forse non è vero.
Forse semplicemente non andava bene.
Perché Roma è il mio rifugio.
Roma, nel bene e nel male, è sempre stato il posto dove andare quando non sapevo che fare nella mia vita, quando avevo bisogno di un momento per me, solo per me, di staccare, di pensare, o semplicemente di non avere nulla per la testa.
Roma è la mia vacanza. Il mio piccolo Eden. Il posto dove posso rilassarmi e giocare con me stessa senza dovermi ricordare ogni minuto chi sono e cosa voglio.
Non posso vivere a Roma, perché non si può vivere in vacanza.
Ma posso vivere a Milano.
Milano mi ha accolto, mi ha mostrato che mi sbagliavo, che c'era altro oltre alla grande città con molte più opportunità e ad un gruppo di amici a cui tengo ormai come se fossero fratelli e sorelle; mi ha mostrato che sa essere verde, più di quanto chiunque possa pensare, che può essere multietnica, che può farmi capire che anche dove non pensi c'è del buono. Milano mi ha mostrato come si può essere nella quotidianità in un luogo dove nessuno ti conosce ma non per questo ti devi sentire estranea.
E devo dire che... mi piace.

domenica 15 luglio 2012

Once upon a time in Milan...
C'era, tra i tanti milioni di abitanti, una quasi emigrata, una ragazza veneta di trentatre anni che un bel giorno ha deciso di trasferirsi. Sul come e il perché sorvoleremo, come sul fatto che questo blog ha ancora il layout di base di Blogger perché oggi la suddetta ha approfittato della giornata di sole per andare qualche ora in piscina. Quella comunale, si intende, perché tra le altre cose questa ragazza al momento non ha un lavoro. Almeno non uno stabile. Almeno non uno che le permetta di pagarsi l'affitto completamente.
Che uno dice beh capirai, che novità... Mica sei l'unica. Si, verissimo, però siccome ci sono siti che permettono alla gente di aprire dei blog "aggratis" e di scriverci quello che vogliono, ho deciso di approfittarne anche io.
Quindi:
- questo è l'ennesimo blog di una precaria disoccupata che si mette a descrivere le sue giornate online? Si;
- questo è un blog di una ragazza che non sa nemmeno bene per chi lo ha aperto, ma che probabilmente ha capito che è più o meno per se stessa più che per gli altri? Si;
- vale la pena di leggerla? Boh, io questo non lo so. Magari ditemelo voi.
Intanto io ci provo. Non sarà una favola, ma il titolo mi piaceva.